Freddy aveva portato la valigetta con i contanti per i finanziamenti illeciti e per l’acquisto di droghe e armi e Zito Luvumbo lo aveva incontrato in un bar vicino alla stazione, aveva preso la valigetta con i soldi e poi era svanito nel bel mezzo di una strada per riapparire poco dopo nelle vesti sporche di uno straccione addormentato fuori da una baracca, sotto i piloni anneriti della tangenziale, accanto alla stazione Nomentana, una baracca che si era costruito da solo, con i residui delle svanite speranze di ogni miserabile - Accendeva un fuoco fra alcune pietre, dove cucinava le sue povere cene e questo vagabondo sognava di Zito Luvumbo e dei suoi affari, dei viaggi e delle sue molte vite e al risveglio si dimenticava di tutto e solo così Zito Luvumbo sarebbe riapparso all’interno di una stanza arredata con cura e avrebbe parlato con i presenti dei suoi prossimi piani, delle tecniche di guerriglia psichica, dell’arte del non fare e di quella del sognare.
Lo scrittore immaginava pause e ne cambiava le prospettive, i tunnel onirici si aggrovigliavano e non c’erano risvegli improvvisi e sorprese, solo l’attesa silenziosa dell’alba e la tua pelle addormentata al mio fianco e i tuoi occhi al mattino, quando si aprivano e guardavano il mondo come se lo vedessero per la prima volta.