Sedevo a una scrivania, dietro a una porta verde e fantasticavo con Fred sui nuovi scenari globali, esercizi di fantapolitica, possibili soluzioni tra guerra e diplomazia degli attuali conflitti. Si aprivano poi nelle nostri menti dimensioni parallele con innumerevoli scene erotiche, quasi a sabotare la ragione con fughe della libido oltre i paradossi di un mondo che non capivamo più e da qualche parte c’erano migliaia e migliaia di soldi nascosti e i giusti contatti per le droghe e le armi, se ce ne fosse stato bisogno e un rifugio sicuro dove nascondersi, disperso fra i boschi del Vermont e poi ho sentito passi fugaci oltre la porta verde e parole e risate e poi di nuovo silenzio come se tutto fosse passato in un attimo e così, a volte, mi appariva la vita, una sequenza così veloce di eventi di cui avevo fatto parte e che adesso erano scomparsi anche se le loro tracce rimanevano a segnare detour mentali nella memoria, potevo tornare in quei luoghi o forse erano loro che ritornavano da me, Fred suggeriva di non guardarsi mai indietro perché qualcuno ci avrebbe potuto raggiungere e allora lo sguardo vagava oltre la finestra e nella luce e nel cielo azzurro di settembre di New York, quando le torri erano crollate e ci si chiedeva che fine avrebbe fatto il mondo, ora che le ultime certezze erano andate distrutte.
Non avrei accettato altri incarichi, mi sarei allontanato dal denaro, non avrei guardato con desiderio le donne. Fred suggeriva di fare sesso su una lavatrice in funzione, quella vibrazione avrebbe portato qualsiasi amante sul limite di un orgasmo centrifugo, esplosioni di piacere alterate, spezzoni privati di video pornografici in rotazione sui canali dei dipendenti della masturbAzione del terzo millennio, preparavo lezioni impossibili da ricordare, osservavo la classe come fosse una stanza cubista, qualcuno bussava, speravo fosse una giovane studentessa dalle cosce scoperte e dalle tette grandi. Aspettavo notizie da Varsavia, guardavo il Decalogo di Kieslowski, il baratro si avvicinava, oltre di esso lo splendore dell’abisso, i frammenti di questo mondo lontano, i comandamenti di un dio che nessuno aveva più ascoltato.