Illusioni
di neve, disegnate sulle enormi rocce delle montagne, linee oblique, strati di
pietra, scivolano i massi, sui fianchi ripidi, fino ai limiti del bosco, visti
da lontano, in una quiete avvolgente, i faggi brillano di luce verde, nella
radura, pennellate di giallo sui prati primaverili, il volo ronzante degli
insetti, i dolci e armonici richiami degli uccelli, la pelliccia dorata di una
volpe, l’immagine che svanisce della sua coda, il sentiero si nasconde fra i
tronchi, la mente è un fruscio di aria e foglie, le sensazioni si sciolgono,
gli alberi si allungano verso il cielo, vivi e reali e sussurrano le loro
melodie, poi le forme si distorcono, si piegano, serpenti di legno, immobili
nello spazio, strisciano in alto, verso il cielo, senza toccarlo, senza
raggiungerlo, una pelle liscia, ad occhi chiusi, la voce del mondo è un
silenzio fatto d’attesa e protezione.
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