"Quale era l'inizio? Fin dalla prima giovinezza ero stato in cerca di qualche segreto, qualche chiave con cui riuscire ad arrivare a una conoscenza basilare e rispondere a qualcuno dei problemi fondamentali, mi era difficile spiegarlo. Seguivo piuttosto una traccia di indizi. Per esempio, il piacere delle droghe per chi ne dipende è sollievo dallo stato di bisogno di droghe. Forse ogni piacere è sollievo e può essere espresso da una formula base. Il piacere deve essere proporzionale allo sconforto o alla tensione da cui si ottiene sollievo. Questo spiega il piacere della droga. Non saprete cos'è il piacere finché non sarete in una vera crisi di astinenza.
La tossicodipendenza è forse una formula base del piacere e della vista stessa. Ecco perché l'abitudine, una volta contratta, è così difficile da rompere, e perché lascia, quando rotta, un tale vuoto dietro. Il tossicodipendente ha intravisto la formula, la nuda ossatura della vita, e questa conoscenza ha distrutto per lui le ordinarie fonti di soddisfazione che rendono la vita sopportabile. Andare un passo più avanti, scoprire cosa esattamente sia la tensione, e cosa il sollievo, scoprire i mezzi per manipolare questi fattori... La chiave finale mi sfuggiva sempre, e decisi che la mia ricerca era altrettanto sterile e mal diretta quanto la ricerca della pietra filosofale degli alchimisti. Decisi che era un errore pensare in termini di segreto o chiave o formula: il segreto è che non c'è nessun segreto.
Ma mi sbagliavo. C'è un segreto, ora nelle mani di uomini ignoranti e malvagi, un segreto al cui confronto la bomba atomica è un giocattolo rumoroso. E, che mi piacesse o no, ero coinvolto. Avevo già, come al poker, fatto il buio sulla vita. Non avevo altra scelta che giocare la mano."
William Burroughs
Interzona