Ruggine, filo spinato, il ronzio del frigorifero, il vento, i rami che ondeggiano folli nell’aria, la consistenza della vernice, l’acqua ragia, gli odori di quando ero bambino, un pianoforte scordato, gli strumenti di tortura, le antiche credenze, le porte socchiuse su una lama di oscurità, le vecchie querce, gli assalti del sonno, le schiere di nubi come eserciti all’orizzonte, un sole rosso, le pecore come apparizioni psicotrope, gli album fotografici lasciati a marcire dentro scatoloni abbandonati, tutte le voci che non hanno più parlato, chi è passato senza lasciare alcun segno, chi è fuggito scivolando su superfici di vetro senza riflessi, le mattine in cui era la luce a svegliarti, i passaggi morbidi, il modo in cui i respiri davano forma a immagini e ricordi, la mente fluida e quieta, gli orologi fermi, il profumo dell’autunno e i suoi colori, i libri sul tappeto, le candele su cui è la notte ad addormentarsi e infine a sognarti.
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NPK #18
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