Un percorso, un cammino che sarebbe diventato una forma di liberazione personale, un mandala pronto a fiorire, una struttura spiraliforme dell’anima che dalla confusione del mondo esterno mi avrebbe portato all’essenza di quello che ero, un luogo in cui me ne potevo rimanere in silenzio, assolutamente immobile, danzando sulle melodie dell’esistenza.
Avevo visto la figura di Paul camminare nella strada piovosa e sapevo che ci saremmo incontrati e che dovevo solo attendere quel momento e che poi anche gli altri sarebbero apparsi o io sarei apparso a loro e che le nostre connessioni psichiche avrebbero cominciato di nuovo a vibrare.
Una nuova mattina, che avrebbe potuto essere benissimo una di quelle di tre anni fa, in cui il sole cominciava a diradare la nebbia e le campane della chiesa battevano sicure i loro tocchi ed era domenica e da qualche parte mi attendevano frammenti e segmenti di storie ancora da scoprire mentre riallacciavo i fili della memoria in nuove ragnatele lucenti di pensieri, forme geometriche oscillanti nell’aria, per poi lasciarmi cadere nel vuoto e ammirare, estasiato, il mondo svanire.
Eccellenti vibrazioni al Viejo Molino, di sera, con la musica e i corpi che si muovevano e i miei occhi chiusi mentre la pelle e lo spirito diventavano sempre più leggeri e il tempo pulsava la sua illusorietà nel ciclico carnevale del nostro trasformarci, all’interno non c’era nessuna età e il nostro aspetto non era altro che una maschera che cambiavamo per cercare di sentirci a nostro agio con gli altri o per confonderli, per attirarli o respingerli.
Non era cambiato molto nel pueblo, avevano aperto qualche nuovo negozio con i soliti miserabili a chiedere l’elemosina fuori dai supermercati, una speciale distanza temporale aveva creato un altro doppio dello scrittore che adesso osservava le cose e le persone con più calma e distacco anche se continuava a fare parte del trascinarsi degli eventi di questo luogo al quale apparteneva e dal quale poteva allontanarsi a suo piacimento, nella vaga eppure concreta sensazione di trovarsi a casa, con la consapevolezza di potersi perdere e sapere, ad ogni modo, come tornare.
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