lunedì 13 aprile 2026

Orgiva #81

 Flebili figure si trascinavano per le strade, scalze e sporche, lungo l’unico cammino possibile, quello che non le avrebbe portate da nessuna parte - Aveva piovuto durante la notte e c’erano stati sogni in cui lo scrittore aveva incontrato vecchi amici con tanto di scambi di regali e dialoghi in inglese e poi una passeggiata sugli stretti sentieri di una vallata per arrivare ad un cortijo mezzo abbandonato in cui aveva vissuto un artista danese, con vecchie riviste pornografiche nascoste dentro cassetti polverosi e un dedalo di stanze e corridoi senza apparente senso, un’architettura mentale che avrebbe potuto simboleggiare un labirinto o il prematuro manifestarsi di una forma di demenza senile - Si potrebbero abbattere alcuni muri, suggeriva Sara e ampliare la vista sulla montagna e sul resto del panorama sottostante, magari istallando grandi vetrate e così ammirare i colori della natura e quelli lisergici della sera, ottima idea, le rispondevo, pensando a possibili esperienze psichedeliche future - Ci siamo bevuti un paio di bottiglie di vino, insieme a Susan, un’amica olandese di Sara che ci aveva raggiunto, lo scrittore portava occhiali dalle lenti scure, la luce del sole andaluso era ormai sempre troppo forte per i suoi occhi - Ascoltavo in silenzio i discorsi delle due donne, incanalando i flussi delle loro parole in segmenti narrativi da usare in un secondo tempo, poi frammenti di visioni dei giorni a venire, fra progetti edili e di riqualificazione ed altri di natura economica, bisognava pur sempre guadagnare denaro in un qualche modo ma l’orrore per i soldi era un incubo che lo scrittore rifiutava di fare suo, sentendo il richiamo ideale di una vita ascetica e povera che gli sembrava il vero e giusto obiettivo che avrebbe dovuto raggiungere una volta che si fosse liberato da tutto il superfluo che lo circondava - Un altro paio di birre in un bar di Bubión, iniziava a fare freddo dopo un meraviglioso tramonto alcolico tra i fianchi ingialliti delle montagne, qualcuno aveva acceso un fuoco nel camino in una sala interna del bar che lo scrittore controllava ed alimentava e poi una donna, mezza ubriaca, si era messa a parlare di bande nomadi di batteristi e percussionisti che giravano in una sorta di estasi ritmica per le stradine dei paesi de las Alpujarras - Di ritorno in macchina verso il pueblo, Sara era al volante e io accanto a lei, mentre mi rendevo conto di non avere fretta e di non volerne più avere.

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