Reazioni psicotiche lungo i vicoli dell’Albaicin, rifugi psichici in parcheggi sotterranei, sequenze velocizzate nei tragitti della sera, mentre sfrecciavano ai lati della vista negozi, locali, ristoranti, case imbiancate - Le improvvise apparizioni dell’Alhambra, la salita al Monsanto e alle cuevas dove zingari cocainomani suonavano il flamenco su chitarre di altre epoche e le donne davano vita a poderose danze fatte di sangue e passione, le grida di incoraggiamento, i canti ubriachi, le vecchie fotografie sulle pareti, l’angoscia nel cuore, cupo e pulsante durante una crisi di panico, perso come all’interno di un labirinto onirico, la città era divenuta in un qualche modo sconosciuta e minacciosa e l’odore dell’hashish in giro sembrava promettere solo ulteriore confusione - Nessun posto dove andare, nessun posto dove andare - E se la prossima volta sarai tu a ritrovarti a dormire per strada? A vivere per strada? La paura morde dove siamo più deboli e passare una notte vagando per l’Alabaicin con una bottiglia di vino rosso in mano sarebbe stato il modo migliore per esorcizzare questo panico che mi afferrava il cuore e la mente, che si stavano lentamente sgretolando, andando in frantumi e se avessi avuto l’anima più leggera mi sarei fatto una risata e mi sarei ubriacato fino all’arrivo dell’alba - Incontri non convenzionali al Metal Bar, che adesso aveva cambiato nome e gestione, l’ambiente sembrava anche più tranquillo di prima, senza troppi tossici e desperados, Wibbs era seduto a un tavolino e stava facendo colazione con un paio di tostadas, un caffè e una coppa di Soberano, ci siamo salutati e abbracciati e abbiamo parlato per un pò, poi l’ho visto allontanarsi, delirante ma felice su una delle sue lambrette scassate - Perimetri di tranquillità in cui cercavo sempre di rifugiarmi, la voce perenne della fuga, avrei dovuto organizzarmi per renderla costante, una forma di arte esistenziale, una pratica di allontanamento cosciente dal superfluo, poi le foto, la luce, le ombre, la scrittura su un taccuino rosso, sentivo che il mio cuore era di nuovo al sicuro, protetto in profondità, i sentimenti svanivano appena toccavano la mia pelle senza arrivare in quel luogo meraviglioso, segreto e libero, che avevo dentro e così il mondo intorno scompariva perché da tempo avevo smesso di credere alle sue illusioni.
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Orgiva #82
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