mercoledì 15 luglio 2026

Tangiers #1

 È stato parte del sogno l’uomo con il casco in mano, la moto parcheggiata davanti ai tavoli esterni del Tingis, la luce e le ombre che oscillavano nei vicoli - Le persone sedute nel gioco del tempo, quello rallentato dall’hashish e dalle pipe di kif, quello diluito nelle sorsate di tè alla menta, le immagini che prendevano forma, il porto, il mare, le linee della terra, le strade sporche, il mercato coperto, le spezie, le droghe, i colori, l’attesa che le percezioni cambiassero e che qualcuno ti facesse un cenno, un segno di intesa e tu l’avresti seguito e i pensieri sarebbero diventati fisici e tattili e avresti di nuovo imparato ad amare con il tuo corpo senza più nasconderti in stanze buie e in penombra anche se sapevi che divani, tappeti e cuscini ti stavano ancora aspettando nel buio invitante di camere misteriose - Non c’erano state trasformazioni, astinenze e bisogni, sapevi o indovinavi che il vecchio Lee si era seduto dove eri tu adesso e aveva immaginato le sue pagine di allucinazioni e dipendenze - Naked Lunch - I muri bianchi della Casbah, i ritagli trapezoidali del cielo fra i palazzi bassi, lo scorrere delle nuvole, una prenotazione all’hotel Mauritania, saper aspettare può essere anche un modo per vivere, disse qualcuno e per dare un senso a ciò che ci rimane incomprensibile - Una gioia sconosciuta nel petto e nel cuore quando ci siamo abbracciati - Ogni sguardo che incontri e ogni  sguardo che poi hai lasciato andar via.




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