sabato 5 settembre 2026

Napoli #5

 Il pomeriggio aveva rallentato in una amniotica stasi, con nuvole immobili nel cielo dalle bizzarre forme alchemiche, lo zirtec aveva fatto effetto e galleggiavo in una sicura sonnolenza - Un risveglio improvviso sul treno, con la musica di Napoli Centrale e poi degli Almamegretta nelle orecchie, poi la stazione, le vie laterali, le voci colorate, i quartieri, le case che si affacciavano direttamente sulle strade, un mercato rionale così simile a quelli di Tangeri, i palazzi diroccati, la vita ovunque e in ogni momento e da cui non ci si poteva nascondere, le luci e le ombre, Caravaggio, il silenzio nel cuore - Un giro nel giardino botanico, tra giganteschi alberi misteriosi, le panchine verdi davanti a una chiesa dalla facciata gialla e screpolata, i frammenti delle percezioni, i vaghi ricordi di qualcosa che era arrivato, passato e finito, sarebbe stato bello conoscere qualcuno con cui camminare senza aversi nulla da dire, sarebbe stato ancora meglio semplicemente perdersi da solo in questo labirinto caledeoscopico di una città che si mostrava ai miei occhi curiosi ed estatici un poco alla volta, facendosi scoprire, seducente e calda, insinuandosi nell’anima come uno specchio di quello che non ero e non sarei mai stato - Le immagini che le parole avevano trasformato in ossessioni, i deliri del vecchio Lee dentro una stanza della pensione El Muniria a Tangeri, lo sproloquio e le oscenità come liberazione personale dai dogmi della propria educazione, un universo omosessuale alieno e aberrante, non capivo quelle pulsioni e quei desideri perché non li provavo, rimaneva così una galleria di immagini atroci e nichiliste, ironiche e agghiaccianti in cui la mente vagava inorridita nell’attesa di una apertura da cui fuggire - Guaranà in polvere e succo di melograno per rimettere le cose in un ritmo differente, luminoso, energico, nitido - Il giorno continuava in sequenze che in un determinato momento avrei capito come usare, come montare, come trasformare in un racconto che non contenesse più nessuna traccia di chi lo aveva scritto.

Napoli #5

  Il pomeriggio aveva rallentato in una amniotica stasi, con nuvole immobili nel cielo dalle bizzarre forme alchemiche, lo zirtec aveva fatt...