Avevo parlato con qualcuno del mio ultimo romanzo, di tutte le pagine che avevo scritto negli ultimi tre anni e che probabilmente nessuno avrebbe mai letto e poi io, Ariel e Lorenzo stavamo suonando la chitarra ed eravamo invecchiati e un volto, sorridendo, ha detto che assomigliavamo a Crosby, Stills and Nash e poi c’eravamo io e mio padre, in una stanza, a raccontarci storie e Lynn e Julian, su un palco, a recitare poesie incompiute e poi la casa di mia madre, il portone aperto e una figura sconosciuta che non voleva lasciarmi passare, la luce dei giorni che ho dimenticato, quella meravigliosa del presente, i suoi riflessi negli occhi di un’ennesimo viso che lo scrittore trasformerà nelle melanconiche sfumature di un ricordo perduto.
martedì 12 novembre 2019
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Assilah #2
Polvere per le strade e il vento che faceva sbattere le tende verdi che ricoprivano le strutture di ferro del caffè dove mi trovavo, sotto ...
-
Lei si scosta di alcuni passi, da un mobiletto nero, vicino ad un muro, prende dei lacci, mi lega i coglioni, stretti e la ba...
-
I dolori iniziano lunedì mattina, al lavoro. Durante la lezione mi tocco il lato destro della bocca e sento crescere una...
-
Apparivano le case, i balconi, le tende, i graffiti sui muri, tutto scorreva come le sequenze di un sogno, come se stessi partendo ancora,...
Nessun commento:
Posta un commento