Avevo parlato con qualcuno del mio ultimo romanzo, di tutte le pagine che avevo scritto negli ultimi tre anni e che probabilmente nessuno avrebbe mai letto e poi io, Ariel e Lorenzo stavamo suonando la chitarra ed eravamo invecchiati e un volto, sorridendo, ha detto che assomigliavamo a Crosby, Stills and Nash e poi c’eravamo io e mio padre, in una stanza, a raccontarci storie e Lynn e Julian, su un palco, a recitare poesie incompiute e poi la casa di mia madre, il portone aperto e una figura sconosciuta che non voleva lasciarmi passare, la luce dei giorni che ho dimenticato, quella meravigliosa del presente, i suoi riflessi negli occhi di un’ennesimo viso che lo scrittore trasformerà nelle melanconiche sfumature di un ricordo perduto.
martedì 12 novembre 2019
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