I baci di una giovane ragazza, la sua saliva nella mia bocca, la sua inesperienza, i colpi di tosse improvvisi mentre ritornavo a livelli di coscienza meno profondi e una stanza in cui qualcuno parlava di soldi e profitti e guadagni, senza dire apertamente la sua posizione o cosa intendesse fare e poi la spiaggia, il mare, una lunga camminata senza sapere dove stessi andando e uno sguardo rivolto al Marocco e un altro verso l’Argentina, la ruta 40 che attraversava il Paese, il cuore aveva nuove direzioni da seguire e lo zaino era sempre pronto in un angolo della camera da letto e avrei fatto meglio a sbrigarmi, a riempirlo, a lasciare tutto e partire di nuovo e sapevo che non mancava molto per ritrovarmi solo e lucente e in movimento, qualche mese, forse un anno, non sembrava esserci fretta anche se quell’antico impulso lo sentivo crescere, forse stavo solo attendendo un’occasione e se non fosse arrivata me la sarei inventata, avrei lasciato perdere l’amore, quello per una donna di sicuro, avrei conquistato nuove ambizioni del mio essere proprio quando non ce ne era più nessuna, immaginavo spazi desolati, enormi, infiniti, le montagne, i deserti, la luna, il silenzio di chilometri e chilometri di terra, sabbia, dune, onde e cristalli luminosi nel buio. I respiri si allungavano e io scendevo diventando sempre più leggero, un sorriso volteggiava sul mio viso, adesso che non c’era nessuno a vederlo, un sorriso di improvvisa felicità, per una vita semplice e misteriosa che mi avrebbe portato con sé.
lunedì 12 ottobre 2026
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NPK #20
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