Sentieri grigio ardesia e pietre traslucide bagnate, forme fluide scivolano sotto il mio corpo in movimento, terriccio rossastro, aghi di pino marroni in composizioni stilizzate, i volti nascosti nei tronchi degli alberi, il verde intenso e oscuro ai lati dello sguardo, i morbidi strati di muschio in ondulate linee, striature metalliche nell’aria e gocce di pioggia in espansione da punti di caduta verticali, concentriche piatte sfere, vento invisibile e rami che oscillano nel vuoto nebbioso, echi di silenzio nella mente, metamorfosi naturali e leggeri spostamenti nei limiti del campo visivo, infiniti spettri di colori nelle continue manifestazioni dell’eternità dorata, il respiro regola le percezioni, la barca si muove senza rumore sullo specchio del lago, trafitto da miriadi di aghi molecolari di idrogeno e ossigeno, la baracca sulla sponda, il fuoco da accendere, le pipe in un angolo, le coperte, le pentole, tutto antico, tutto lasciato e ritrovato, i racconti scritti su di un libro impolverato riposto su una mensola, i disegni dei folli, la notte che avanza e con lei il mistero dell’universo, osserviamo le fiamme, fumiamo lentamente, dondoliamo nell’oblio della natura e della sua presenza, le stelle esplodono nel cielo, il freddo mormorio delle frequenze cosmiche, tutto rallenta, tutto si ferma, il libro che cade fra le dita e sprofonda nel tempo.
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