Era una settimana che non toccavo alcol e stavo proprio pensando di prendermi un periodo di astinenza da beveraggi vari, canne e sostanze psicotrope, la lucidità mi stava bene addosso, la sentivo come una piacevole protezione e il mo corpo aveva bisogno di disintossicarsi e anche di buttare giù qualche chilo. Ero pure riuscito a digiunare durante il giorno, a camminare, a non infognarmi nelle solite ossessioni erotiche. Avevo passato una settimana ascetica, da eremita, un giorno ero andato a fare un giro in un monastero vicino a Guadagnolo, c’era la grotta in cui San Benedetto aveva vissuto per due anni, beato lui, pensavo, mentre accendevo una candela e mi immaginavo a vagare per i boschi circostanti completamente nudo. Era quasi un anno che non scopavo, qualche massaggio, ogni tanto e a volte, molte volte, avevo una gran voglia di ritirarmi in qualche posto sperduto, tagliando definitivamente i pochi contatti rimasti, immergendomi in me stesso o in quello che avrei avuto intorno (possibilmente uno scenario naturale e boschivo), limitandomi a meditare e contemplare il mondo.
Passaggi notturni, scivolando in altre realtà. Marina mi aveva chiamato da dove era seduta, sembrava di essere in un campeggio, abbiamo parlato, era ancora una ragazza, erano anni che non la incontravo, le ho offerto di accompagnarla dove viveva, lei ha accettato, ci saremmo rivisti dopo, vicino alla casa dei miei nonni. Verso la quale stavo cercando di dirigermi, anche se intorno non riconoscevo nulla che potesse condurmi lì. Poi c’era un gruppo di persone accanto ad una balaustra che dava su un paesaggio montagnoso, pareva che stessero ammirando il panorama, mi sono avvicinato e alla mia destra è apparso un lago e c’erano dei pinguini sulle sue sponde che si tuffavano nell’acqua, incredibile, ho detto dentro di me, mi sono girato e ho continuato a camminare. C’erano mio padre ed altri amici del gruppo anarchico che erano seduti, ascoltando qualcuno che suonava, mi sono messo dietro di loro, in silenzio, non sentivo nessuna musica, li ho salutati e sono andato via.
Poi fotogrammi del mare, della Spagna, l’eco di una voce che mi diceva che le cose erano sul punto di cambiare e io dovevo tenermi pronto, continuare a scrivere e lasciare che il disegno si completasse da solo. Avrei voluto passare il mio tempo a raccogliere fiori, erbe, frutti selvatici. Sono arrivate altri scatti mentali del Galles, di Bryn y Blodau, di Samara. Le ho scritto un messaggio per sapere come stava. Erano più di cinque anni che non parlavamo o ci scrivevamo. Non ho ricevuto nessuna risposta.
La luna piena nel cielo, poi ancora giorni d’estate e la città magicamente deserta. Le forme dei pensieri che mutano, prima di addormentarsi, fotografie psichiche in un morphing di volti, di età, di cambiamenti sconosciuti. Tutto rallentava fino a fermarsi in un respiro continuo e ciclico. Tutte le parole che arriveranno, quelle che non abbiamo avuto il tempo di dirci, come sguardi lontani, in altri giorni, altri luoghi, altri sogni.
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