venerdì 11 agosto 2023
freewheelin' #72
venerdì 23 giugno 2023
Roma #40
sabato 10 giugno 2023
dream #136
sabato 20 maggio 2023
Roma #39 (piazza bologna)
Le borse accanto ai piedi, seduto su una panchina, la bottiglia di Peroni per terra, la sigaretta fra le dita - Gli anziani, gli studenti universitari, i miserabili, gli alcolizzati, gli sconfitti di tutti i tempi passati, di quelli che ancora dovranno venire - La notte la piazza si sarebbe riempita di ragazzi e ragazze ubriachi, uno spettacolo osceno e ripetuto e ormai agonizzante nei ricordi dello scrittore - Una donna dell’Honduras mi aveva parlato ininterrottamente durante un incontro notturno ai tavolini di un bar, c’era anche il futuro marito con lei, un ex militare australiano, non avevo ben capito come si fossero conosciuti, c’era anche da dire che ero al mio terzo negroni e quindi quello che stava accadendo intorno cominciava a farsi confuso, comunque la donna parlava con me in un buon italiano e l’uomo chiacchierava in inglese con un ragazzo che aveva accanto. Avevamo già bevuto parecchi cocktail prima dei Negroni, mentre davo una sorsata da uno nuovo bicchiere che era apparso fra le mie mani e continuavo ad ascoltare, sempre più distrattamente, l’estenuante monologo della donna dell’Honduras. A un certo punto aveva iniziato a farmi domande sul sesso, cosa che mi rende sempre molto timido, specialmente con una sconosciuta, non che le avessi detto molto, visto che dopo un paio di parole che ero riuscito a pronunciare, lei aveva riattaccato a buttare fuori ogni pensiero che le passava per la testa.
Pensavo che non avevo più voglia di tutte queste discussioni etiliche, dei piccoli giochi di seduzione, mi piaceva la mia vita ritirata, quella di uno scrittore solitario, mi immaginavo sempre nei suoi panni e a volte rendevo la sua esistenza reale.
C’è odore di pioggia nell’aria e un cielo plumbeo e le macchine e le persone girano intorno alla piazza e io continuo a domandarmi dove vadano e perché non capiscano che non c’è nessun luogo dove andare.
Chissà cosa vedremo prima di sparire, quale sarà l’ultima immagine, l’ultimo pensiero.
Spero ci sia il vuoto ad accogliermi e quella luce lontana, intima, presente e infinita che mi brilla dentro, che mi appartiene e mi avvolge nella sua inesauribile bellezza.
martedì 2 maggio 2023
Roma #38
Ore che scivolano sulle tue labbra e le loro curve bagnate.
giovedì 13 aprile 2023
Roma #37
martedì 11 aprile 2023
Roma #36
mercoledì 5 aprile 2023
Roma #35 (pigneto)
martedì 4 aprile 2023
Roma #34
domenica 2 aprile 2023
London #13
Ci siamo andati a bere un paio di pinte nel pub vicino alla marina, già c’erano alcuni degli altri uomini che vivevano nei barconi acconto a quello di Luis, uomini sfiancati dal tempo ma che ancora avevano voglia di riempirlo in qualche modo, tatuaggi sulle braccia e occhi lontani, era lunedì e non era neanche mezzogiorno e la vita continuava a fluire senza che la maggior parte di noi sapesse dove ci stesse portando, meglio così, pensava lo scrittore, dando un altro sorso alla sua birra.
Le strade di Londra erano come un labirinto di consumismo senza via d’uscita, i negozi ti accompagnavano ovunque, alla destra e alla sinistra della tua visuale, nel continuo famelico tentativo di catturarlo e di trasformarlo in un bisogno, poi si innalzavano improvvisi edifici e palazzi fra esplosioni di luce nelle nuvole e orde e onde di persone nelle strade e alcuni folli che si muovevano fra di esse, perduti in un sogno, in una visone senza fine, questa dimensione indescrivibile, questa estasi nichilista e spirituale, violenta e luminosa, continuava ad affascinare lo scrittore, fino al punto di fargli sperare che arrivasse anche per lui il momento della sua resa definitiva, quando si fosse ritrovato finalmente solo e libero, senza nessuna identità o regola prestabilita, in una fluida e splendente improvvisazione, senza leggi morali se non quelle del proprio cuore e della propria malinconia.
Non chiedere nulla a chi non sappia ascoltarti, non dire nulla a chi non sappia ascoltarti, non chiedere nulla a chi non sappia ascoltarti.
Rimani in silenzio, brilla, esplodi, scompari.
Il vuoto della mente, quello senza confini della nostra essenza.
Un altro giorno di pioggia, un altro giorno di pioggia, un altro giorno di pioggia.
Napoli #5
Il pomeriggio aveva rallentato in una amniotica stasi, con nuvole immobili nel cielo dalle bizzarre forme alchemiche, lo zirtec aveva fatt...
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Lei si scosta di alcuni passi, da un mobiletto nero, vicino ad un muro, prende dei lacci, mi lega i coglioni, stretti e la ba...
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I dolori iniziano lunedì mattina, al lavoro. Durante la lezione mi tocco il lato destro della bocca e sento crescere una...
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Apparivano le case, i balconi, le tende, i graffiti sui muri, tutto scorreva come le sequenze di un sogno, come se stessi partendo ancora,...