ed era maggio e ci stendevamo su coperte e pelli di bisonte e la terra era sotto di noi e la sentivamo fremere nei nostri corpi abbracciati, affondavo il mio volto nei suoi capelli e poi lei piano si girava e apriva le palpebre socchiuse e osservavo nei suoi occhi un universo di meraviglie e sfumature lucenti, il suo mondo, la sua vita, una timida ragazza che scopriva l’amore, una donna anziana che rideva in disparte del suo cedere ai piacere dei sensi e il tempo, il tempo che ho visto scomparire e fuggire lontano, in ore che non avrei più potuto riconoscere se non dalla misura dei miei respiri, ormai così espansi da assorbire gli alberi e le rocce e i canti festosi degli uccelli e il richiamo delle nuvole e le sinuose carezze del sole e lei era ancora addormentata sul mio petto, la testa che si alzava e abbassava al ritmo dei miei polmoni, il quieto smarrirsi di tutto quello che abbiamo sempre creduto di essere, le mie dita che scivolavano piano fra le sue linee e i segreti che rivelavano, in un giorno perduto di primavera che ancora mi fiorisce dentro.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
NPK #10
Le bianche tende, lievi nella brezza della sera, l’oro e la calma del tramonto, la piccola terrazza da cui si vedevano i tetti delle case ...
-
I dolori iniziano lunedì mattina, al lavoro. Durante la lezione mi tocco il lato destro della bocca e sento crescere una...
-
Apparivano le case, i balconi, le tende, i graffiti sui muri, tutto scorreva come le sequenze di un sogno, come se stessi partendo ancora,...
-
Improvvisi risvegli di luce in cui la città appare bianca e splendente con i suoi palazzi di marmo, per poi frantumarsi nei riflessi delle...
Nessun commento:
Posta un commento