Davanti
alla vetrina di un negozio di gioielli orientali, osservo affascinato i
riflessi che sprigiona una collana di argento con delle pietre verdi incastonate,
alzo lo sguardo, apro la porta ed entro, su una delle pareti sono appesi dei quadri
con dei mandala, tra di essi si muove la mie mente in spirali colorate, serve
aiuto? Chiede l’uomo con il bastone, sto solo guardando, rispondo sottovoce, vuole
comprare qualcosa? Sto solo guardando, ripeto lentamente, i colpi del bastone
sul pavimento diventano ritmici, prima sporadici, poi sempre più veloci, le spirali
aumentano la loro intensità - fuori dal negozio, con una collana in mano,
cammino sotto le arcate, i miserabili stesi sui loro cartoni, con le bottiglie
di vino al loro fianco, il volto irriconoscibile di una vecchia solcato da
rughe profonde come l’eternità, le risate senza denti degli alcolizzati, il mio
corpo si muove in onde concentriche, attraversando lo spazio come un sasso
lanciato da una riva che penetra la calma quiete di un lago, l’odore delle
spezie mi entra nelle narici e mi indica nuove direzioni da seguire, un arabo
con la lunga barba mi chiama, ci salutiamo, mi dice di entrare nel suo negozio
per bere un tè e fumare il suo narghilè, sorrido, mi passo una mano sul mento e
lo seguo.
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