compravamo vino rosso e
con i nostri vestiti sporchi ce ne andavamo fino a montmarte, bevevamo sui
gradini sotto al sacre coeur, c’era della musica e l’odore dei colori ad olio
era ancora così forte sulle mie mani, amedeo viveva poco lontano, stava lavorando
ad una scultura, saremmo passati a trovarlo più tardi, quando la notte sarebbe
diventata una misteriosa signora e noi i suoi pretendenti, quante volte mi ero
fermato ad osservare il mondo nella sua infinita bellezza? quante volte i corpi
delle donne erano diventati linee e curve e colori davanti ai miei occhi? L’oro
dei tuoi capelli, amore mio, il rosso caldo delle tue labbra, il verde
splendente dei tuoi occhi, quante ore passate a mischiare i colori, a ritrovare
qualcosa di te in moltitudini di sfumature, paragonavo l’amore ad una tela,
riempirla di vita e passione, fino a quando il cuore cominciava a battere,
sempre più forte, la tua mano che tremava, pennellata dopo pennellata. l’estasi
dei tuoi occhi, amedeo, ogni volta che mi guardavi prima di farmi vivere nella
tua meraviglia.
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