Ero in una stanza, forse di un albergo, era strana, somigliava a un piccolo magazzino, con degli scatoloni poggiati alla rinfusa sul pavimento - Sono andato nel bagno e ho cominciato a riempire la vasca d’acqua, era rialzata e poggiava su un braciere fatto di mattoni in cui c’era della legna che all’improvviso ha preso fuoco, senza fare fumo - Ero in un’altra stanza e stavo parlando con un uomo, il padre di qualcuno che conoscevo e discutevamo dei libri di Jean-Claude Izzo e lui voleva regalarmene alcuni - Poi eravamo in un autobus che ci stava portando ad una stazione ferroviaria, quando sono sceso mi sono accorto di essermi dimenticato lo zaino sull’autobus, mi sono toccato le tasche dei pantaloni, il portafoglio c’era ancora - Ero in un palasport per ascoltare un concerto dei Pink Floyd, c’erano anche mio padre e Marco, eravamo già seduti, poi sono dovuto andare a pisciare e il concerto è iniziato, uscito dal bagno ho cercato di tornare al mio posto ma mi sono perso e mi sono ritrovato a un livello diverso da quello in cui erano Marco e mio padre, ho trovato una porta e l’ho attraversata e ho camminato per un lungo corridoio, c’erano anche altre persone, a cui volevo chiedere delle informazioni, ma quando lo facevo loro non mi rispondevano, sono arrivato in un’altra grande sala per concerti, mi sentivo confuso, ho continuato ad andare avanti e mi sono ritrovato in un luogo incredibile, sottoterra, permeato da una luce soffusa, una gigantesca caverna, c’erano enormi monumenti, dalle bizzarre e misteriose forme, fatti di pietra e metallo, mi ricordavano vagamente le opere dei babilonesi, non sapevo cosa fossero, non sapevo dove ero, sentivo quella sensazione di essere come in un museo, un turista onirico, ho proseguito fino a un’altra porta, era aperta e ci sono entrato - Un’altra città, cercavo con lo sguardo il palasport dove c’era il concerto dei Pink Floyd, non riuscivo a vederlo, non sono mai stato qui prima, ho pensato, volevo solo tornare da mio padre e da Marco, poi loro due sono apparsi dal nulla e mio padre mi ha chiesto che cavolo di fine avessi fatto e che mi stava cercando, allora l’ho abbracciato e gli ho detto che ero qui e poi insieme siamo svaniti di nuovo.
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