Non c’era quasi nessuno intorno e le onde arrivano lucenti e lente, con il bianco scintillante della schiuma, avrei voluto trascendere questo mondo, quello delle persone con i loro stupidi e continui e purtroppo inutili problemi, rimanere in contemplazione di quanto di meraviglioso continuava ad esistere fuori e dentro di me. Si stava bene da soli, più di quanto avessi mai creduto, le decisioni da prendere erano più semplici, avevo voglia di tuffarmi, di farmi un bagno, poi asciugarmi al sole e rimanere così per l’eternità. Godermi questo tempo infinito racchiuso in ogni secondo mentre tutto il resto vorticava in una danza senza senso, anche questi istanti spariranno e la mia voce ti parlerà ancora, quando ti accorgerai che non sarò più qui.
mercoledì 21 dicembre 2022
(fuori)Roma #31
La sabbia e gli odori dell’estate. Il litorale. Pratica di mare. Torvajanica. Le dune e i pompini. Lo Zion c’era ancora, lo avevano risistemato, anche se così aveva perso la sua aurea di covo di banditi, trafficanti e pirati. Chissà che fine aveva fatto Geppo. Ci andavo il lunedì mattina quando gli altri uscivano per rinchiudersi nei loro lavori, non sapevo quanto sarebbe durata anche questa storia, come al solito non me ne importava, sentivo che la catastrofe era vicina, meglio così, tutto sarebbe cambiato di nuovo. Nei sogni avevo incontrato Tim che mi aveva dato una boccetta mezza piena di un liquido altamente allucinogeno, di cui bastavano poche gocce per sentirne i potenti effetti. Poi avevo visto Paul, poi ero stato con Sara che mi aveva baciato.
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