C’era un gruppo di donne nella casa dei miei nonni ad Aphex, nella cucina e stavano organizzando non so cosa e fuori, nel giardino, avevo visto arrivare un uomo vestito di stracci, mentre ero nella mia camera al piano superiore e lo osservavo dall’alto, dalla finestra e così sono sceso e gli ho chiesto chi fosse e lui si è sdraiato fra i due grandi pini e proprio lì vicino c’era una roulotte che non avevo mai notato prima e l’uomo mi ha detto di essere un amico di una delle donne che si erano riunite nella cucina e poi ha aggiunto di essere uno spacciatore di marijuana e poi ero di nuovo nella mia stanza e nel cassetto di un comodino ho trovato una vecchia foto, poi c’era mia nonna e ci stavamo guardando in silenzio, senza parlare, l’immagine dei suoi occhi era così nitida, poi mi è venuto da piangere e sono sceso un’altra volta e in un cucina c’era una delle donne che mi fissava e non aveva un’aria amichevole e allora ho capito che non erano lei e gli altri gli intrusi ma l’estraneo ero io, perché la casa era stata venduta e non avevo più nessun diritto di stare lì dentro, anche se non sapevo come ci ero arrivato e soprattutto perché mi trovassi in quel luogo e così ho deciso di andarmene e fuori, nel paese, c’era una specie di festa, una sorta di grottesco carnevale e le persone indossavano strane maschere e bizzarri costumi, ho cercato la mia macchina ed era parcheggiata fra altre due ed erano così attaccate alla mia che era impossibile uscire, l’ho aperta e mi sono subito reso conto che qualcuno ci era entrato dentro e aveva rubato delle cose, mancava anche una parte del volante, mi sono messo a sedere e ho messo in moto e poi stavo guidando su una autostrada e parlavo non so come con mia madre e lei mi stava dicendo qualcosa a proposito di una somma di denaro, non sapevo dove stessi andando e in fondo non l’avevo mai saputo.
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