Sono per strada, in una città, cerco di trovare un mezzo di trasporto per tornare a casa di mia madre, ma non ne passano, cammino - Arrivo a casa di mia madre e Lynn e Bekah sono già lì, la casa è enorme, piena di stanze, c’è anche un giardino interno, loro hanno posato le loro valigie e stanno chiacchierando, le saluto e le chiedo quanto si fermeranno, mi rispondono forse un paio di notti, poi Bekah esce un attimo dalla stanza e rimango da solo con Lynn, lei si stende sul letto, a pancia in sotto, ci mettiamo a ridere e provo a farle il solletico sui fianchi, lei si scansa, come se non volesse essere toccata – Sono in un’altra stanza, c’è una grande finestra, scosto la tenda e vedo una donna su un balcone, ci guardiamo qualche secondo, poi c’è un gesto di riconoscimento, è una mia vecchia compagna di scuola, di quando andavo al liceo, non parliamo, lei si siede su una poltroncina e muove le gambe in modo che per pochi secondi possa vederle le piante dei piedi, poi esce un bambino, il figlio e da dietro le tende di una finestra della sua casa si muove l’ombra di un uomo, il marito, le dice qualcosa, mi nascondo e poi mi stendo sul letto – Una ragazza mi mostra la mia nuova stanza, poso la valigia e lo zaino vicino a un letto, poi esco, chiudendo la porta, c’è un grande salone, vado verso un ragazzo seduto dietro una piccola scrivania rialzata, mi dà dei fogli, sono degli esercizi in inglese, gli chiedo se lui sarà il mio insegnante, risponde di si, anche se è più giovane di me, prendo i fogli e vado ad un altro tavolo, provo a fare gli esercizi ma sono molto difficili, torno da lui, parliamo in italiano, gli dico che non voglio parlare la mia lingua perché sono lì per imparare l’inglese – Cammino per un giardino, ci sono tanti ragazzi e ragazze, un sole caldo, molta luce, vedo una piscina, grande, mi viene voglia di tuffarmici dentro, mi ricordo che non ho il costume da bagno, rimango fermo, immobile al centro dell’immagine.
domenica 10 aprile 2016
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